Libro della Giungla

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

Quel giorno la pantera Bagheera faceva il suo solito giretto per la giungla indiana. Arrivata alla sponda del fiume, sentì uno strano rumore. Così stando in equilibrio su un tronco d’albero, si avvicinò incuriosita e vide una canoa arenata. Al suo interno, in una cesta, c’era una cucciolo d’uomo.

Bagheera sapeva che quel cucciolo simpatico e sorridente andava nutrito. Si ricordò allora di una famiglia di lupi, amici suoi, che era stata allietata da una bella cucciolata, e decise di portare il cucciolo d’uomo a mamma lupa, perchè lo crescesse.

Detto fatto, Bagheera trasportò la cesta con il neonato proprio davanti alla tana dei lupi. Po si nascose, in attesa degli eventi. Poco dopo, mamma lupa uscì e scoprì il cucciolo d’uomo. Appena lo vide fece un gran sorriso è bastò uno sguardo per convincere Rama, il padre dei lupacchiotti, ad accettare il nuovo cucciolo.

I lupi accolsero nella loro famiglia Mowgli, il cucciolo d’uomo, e mamma lupa lo trattò come un figlio. Con il passare degli anni, man mano che Mowgli cresceva, i lupi gli insegnarono a ululare come loro e a capire la lingua degli altri animali. Mowgli imparò a correre veloce come un lupo, a camminare a quattro zampe e a grattarsi dietro l’orecchio con il piede. Giocava sempre con i lupacchiotti suoi fratelli e insieme a loro si divertiva a rotolarsi nell’erba.

Ma un giorno, una brutta notizia si sparse per la giungla. Shere Khan, la feroce tigre nemica degli uomini, era tornata. Questo significava che Mowgli e tutti coloro che lo proteggevano erano in gravissimo pericolo. Quella notte, Bagheera e i lupi anziani si riunirono alla Roccia del consiglio per decidere sul da farsi.

“Conosco un villaggio dove Mowgli sarà al sicuro!” disse Bagheera. “Abbiamo fatto molte gite insieme, nella giungla. Lo convincerò a venire con me!” No c’era tempo da perdere! Bagheera e il cucciolo d’uomo si missero in cammino. Quando Mowgli seppe di dover lasciare la giungla provò a protestare: “Io non voglio andare al villaggio degli uomini!” esclamò. Bagheera sapeva bene quanto Mowgli fosse in pericolo e non volle sentire ragioni. “Nella giungla non soppravviveresti un giorno!” gli disse e così i due continuarono il loro viaggio verso il villaggio degli uomini. Più tardi si arrampicarono su un albero per dormire. Mowgli si accoccolò vicino a Bagheera e subito si addormentò.

Ma la chioma di un albero, per quanto alto, non era unposto sicuro. Il serpente KAA scoprì il nascondiglio e, pian piano, strisciò verso Mowgli. Aveva fame e questo cucciolo d’uomo era proprio un bocconcino prelibato. Mowgli si accorse del serpente e si mise a strillare: “Và via. Lasciami in pace!” Il serpente cominciò a canticchiare: “Dormi tessor, fai ssogni d’or! E’ così bello appissolarssi…ssogna…ssogna…” Kaa intanto fissava Mowgli diritto negli occhi. Catturato da quello sguardo, il ragazzino provò una strana sensazione, non riusciva più a muoversi. Quando il serpente lo avvolse con la sua lunga coda, non si difese. Il serpente lo aveva ipnotizzato.

Per fortuna Bagheera si svegliò prima che Kaa riuscisse a mangiarsi Mowgli. La pantera diede al serpente una terribile zampata e quello, spaventato, mollò subito la preda. Poi gonfio di rabbia, strisciò via sibilando: “Sstavolta hai vinto tu, ma asspetta ssolo che ti prenda tra le mie sspire…” Sparito il serpente, Bagheera disse a Mowgli: “E così vorresti restare nella giungla vero?” Il cucciolo d’uomo rispose di si, ma la pantera, che sapeva bene che grosso rischio avesse corso il ragazzino, tagliò corto: “Oh, via via via via! Pensa a dormire!” E Mowgli ubbidì.

Ma Mowgli non ne voleva proprio sapere di andare a vivere fra gli uomini La giungla era la sua casa. Al mattino presto, mentre Bagheera dormiva ancora, scese dall’albero senza far rumore. Si mise in cammino e sparì nella giungla. All’improvviso sentì una voce profonda che cantava: “Dubi dubi dubi-di-bu!” Era Baloo, un orso allegro, simpatico e spensierato. Quando si accorse di Mowgli, lo annusò da capo a piedi e chiese meravigliato: “Ehi…dico…che cosa c’è qui?”

Mowgli e Baloo diventarono presto amici per la pelle. L’orso insegnò al ragazzino a ballare e…a fare un bel ringhio da orso. Provò anche a insegnargli a battersi come un orso! Mowgli era così felice con il suo nuovo amico Baloo che decise di rimanere con lui per sempre. Sarebbe diventato un orso!

Più tardi mentre Mowgli e Baloo si lasciavano galleggiare pigramente sull’acqua di un fiume, un branco di scimmie scoprì il cucciolo d’uomo. Appena lo videro cominciarono ad agitarsi: avevano deciso di portare Mowgli al loro re.

Mowgli ascoltava affascinato il canto di Baloo e i due non si accorsero nemmeno della presenza delle scimmie. Ma prima che potessero rendersi conto di che cosa stesse succedendo, delle zampine pelose agguantarono Mowgli e lo tirano su. Le scimmie portarono il cucciolo d’uomo dal loro capo, il Re Luigi. Quando vide il ragazzino, Re Luigi si grattò la testa e disse: “E’ giunta voce al mio orecchio regale che tu vuoi restare nella giungla!” “Certo!” rispose Mowgli, “farei qualunque cosa per restarci!” Re Luigi ficcò due banane in bocca a Mowgli e gli chiese di insegnarli il segreto del rosso fuoco dell’uomo. In cambio, Re Luigi gli avrebbe permesso di restare tra le scimmie. Ma Mowgli non sapeva proprio come fare il fuoco! Intanto le scimmie scatenate si erano messe a ballare e lo trascinarono con loro.

Fortunatamente Baloo era riuscito a raggiungere la città delle scimmie. Decise immediatamente di liberare il suo amichetto. Si mise sul viso una maschera ricavata da noci di cocco e intorno e intorno alla vita si legò una gonnellina di foglie di banano. Così travestito si mescolò agli scatenati ballerini. All’inizio Baloo si lasciò trascinare dalla musica e ballò insieme alle scimmie. Poi riuscì ad afferrare Mowgli e, benchè ostacolato dai sudditi di Re Luigi, lo portò in salvo fuggendo tra gli alberi

Ormai anche Baloo, che aveva parlato con Bagheera, si era convinto che Mowgli non potesse più restare nella giungla. Solo che non sapeva come spiegarlo al ragazzino: aveva troppo paura di deluderlo! “Che ti prende, vecchio papà orso?” gli chiese ad un tratto Mowgli. Si era accorto che Baloo non era allegro come al solito. “Senti, Mowgli, io…devo riportarti al villaggio degli uomini!” rispose l’orso. Prima che Baloo potesse far qualcosa, Mowgli lo piantò in asso e corse via.

Scappando, Mowgli andò proprio nella direzione dove la tigre Shere Khan era in agguato. “Tu non mi fai paura!” disse Mowgli quando vide la tigre. Shere Khan, colpita dal coraggio del ragazzino, gli offrì dieci secondi di vantaggio per fuggire. Mowgli, però, non fuggì: tutt’altro! Decise di affrontare la tigre e coraggiosamente raccolse un ramo da terra. Shere Khan andò su tutte le furie: nessuno nella giungla aveva mai osato tanto. “Tu metti a dura prova la mia pazienza” disse e con un ruggito spaventoso si gettò su Mowgli.

La tigre era molto grossa e feroce, Mowgli non avrebbemai potuto sconfiggerla con le sue solo forze! Improvvisamente, però, scoppiò un temporale. Un fulmine colpì un vecchio albero che prese fuoco. Ed era proprio il fuoco l’unica cosa di cui Shere Khan avesse paura. Mowgli poteva farcela! Corse fino all’albero e staccò un ramo infuocato. Usando quel ramo come arma, Mowgli spaventò tanto la tigre da farla scappare.

Nessuno avrebbe più rivisto Shere Khan da quelle parti. Per Bagheera, Baloo e tutti gli animali della giungla era la fine di un incubo. Baloo e Mowgli si abbracciarono forte: visto che Shere Khan era stata sconfitta, il cucciolo d’uomo sarebbe potuto restare nella giungla. “Ora niente e nessuno potrà più separarci!” disse Baloo. Dopo tante emozioni Mowgli, Baloo e Bagheera erano stanchi morti. Si coricarono sotto un grande albero e si addormentarono subito profondamente.

Più tardi, mentre passeggiava per la giungla insieme a Bagheera e Baloo, il cucciolo d’uomo si ritrovò vicino ad un fiume che scorreva nei pressi del villaggio degli uomini. D’un tratto Mowgli sentì un canto melodioso provenire dalle rive del corso d’acqua. Poco distante, una bambina del villaggio stava riempiendo una brocca d’acqua. Era la prima volta che Mowgli vedeva qualcuno così simile a lui. Incuriosito e sorpreso decise di avvicinarsi. “Torno subito! Voglio guardarla meglio!” disse ai suoi amici.

Mentre Bagheera e Baloo restavano nascosti tra le foglie, Mowgli si arrampicò su un albero. Ma la bambina sulla riva del fiume sentì lo scricchiolio dei rami e si voltò. Vedendo Mowgli, gli rivolse un sorriso misterioso. Spinto dalla voglia di conoscerla, Mowgli corse verso di lei e l’aiuto ad attingere l’acqua. Mowgli non potè evitare di seguirla fino al villaggio. “Ora Mowgli è là dove è il suo posto” disse Bagheera. “Peccato sarebbe stato un orso perfetto!” sospirò Baloo. E con queste parole Bagheera e Baloo si voltarono e tornarono nella giungla.

 

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